
Nel lavoro quotidiano di un laboratorio DTF, la qualità si misura anche nella continuità. Una stampa riuscita è il punto di partenza: il risultato deve rimanere costante quando aumentano i metri di film, si susseguono le commesse e i tempi di consegna diventano stretti.
È su questi aspetti che si concentra S‑PG3, il nuovo inchiostro DTF Roland DG sviluppato per la TY‑300i, annunciato il 24 settembre 2026. Il produttore ne comunica la disponibilità mondiale attraverso i dealer autorizzati, presentandolo come una novità orientata a migliorare la stabilità produttiva e l’efficienza economica della stampa per abbigliamento.
Per chi realizza personalizzazioni, la domanda è concreta: che cosa cambia nel lavoro di tutti i giorni? Vediamo i miglioramenti dichiarati e come valutarli nel proprio laboratorio.
S‑PG3: cosa cambia secondo Roland DG
L’annuncio ufficiale individua alcuni punti principali: maggiore stabilità nell’erogazione, copertura più uniforme del film, costanza cromatica e riduzione dei consumi e delle esigenze di manutenzione. Roland associa questi miglioramenti al mantenimento della brillantezza dei colori, dell’ampiezza cromatica e della resistenza ai lavaggi.
Sono indicazioni del produttore, che descrivono gli obiettivi della nuova formulazione. Il comunicato non fornisce una percentuale universale di risparmio applicabile a qualsiasi lavoro: il beneficio economico va quindi valutato sulla produzione effettiva.
Il riferimento dell’annuncio è la TY‑300i. Per altre stampanti Roland DTF, la compatibilità non va dedotta dalla somiglianza del nome o dalla tecnologia utilizzata.
Stabilità di erogazione: perché interessa chi stampa a lungo
Roland dichiara di aver migliorato le caratteristiche di flusso e la stabilità del getto, con l’obiettivo di limitare le mancate erogazioni degli ugelli durante le produzioni prolungate.
Per uno stampatore questo aspetto merita attenzione perché una commessa comprende anche controlli, eventuali interruzioni e ripartenze. Per valutare il vantaggio suggeriamo di osservare quanto regolarmente procede un lavoro rappresentativo, registrando gli interventi necessari dall’inizio alla fine.
Una prova breve permette di vedere il risultato grafico; una prova su una tiratura significativa aiuta a capire la continuità del processo. Sono due verifiche complementari, soprattutto quando il laboratorio gestisce consegne ravvicinate e numerosi ordini.
Il nuovo inchiostro non va comunque interpretato come un motivo per abbandonare le procedure di cura della macchina. La manutenzione deve continuare a seguire le indicazioni ufficiali previste per la stampante e i consumabili utilizzati.
Uniformità del film e ripetibilità del colore
Un altro miglioramento dichiarato riguarda la distribuzione dell’inchiostro sul film e la costanza del risultato cromatico lungo la produzione.
Per chi personalizza abbigliamento, un criterio utile è confrontare campioni dello stesso lavoro prelevati in momenti diversi. Il primo transfer, uno intermedio e uno finale possono diventare un piccolo riferimento interno, da osservare nelle medesime condizioni.
Pensiamo, per esempio, a una fornitura di magliette con un marchio aziendale o a una serie di capi destinati a un evento. Nella valutazione del lavoro finito conviene considerare l’uniformità dell’insieme, oltre alla resa del singolo pezzo.
Il nostro suggerimento è conservare anche il file approvato e le impostazioni utilizzate. In questo modo, quando il cliente richiede un riordino, il confronto parte da riferimenti precisi. È un metodo di lavoro che aiuta a valutare la ripetibilità senza affidarsi soltanto al ricordo visivo della precedente commessa.
Costi operativi: partire dal transfer utilizzabile
La riduzione dei consumi e delle esigenze di manutenzione è uno degli argomenti centrali della presentazione S‑PG3. Per capire quanto possa incidere, suggeriamo di ragionare sul costo del transfer effettivamente utilizzabile.
Il prezzo dell’inchiostro è una voce importante, ma un confronto tra produzioni dovrebbe includere anche il materiale impiegato, gli scarti, il tempo dell’operatore e le eventuali ristampe.
Un metodo pratico consiste nel selezionare un lavoro ricorrente e annotare:
- quantità di transfer accettati al termine della produzione;
- materiale e inchiostro consumati, quando misurabili;
- tempo dedicato alla preparazione e ai controlli;
- interruzioni e interventi effettuati;
- pezzi da rifare e motivo dello scarto.
Questi dati permettono di costruire un confronto riferito al proprio laboratorio. Una commessa con piccoli loghi e una con grafiche ampie possono avere caratteristiche molto diverse: attribuire a entrambe lo stesso risparmio sarebbe poco utile per formulare i preventivi.
L’obiettivo è capire se il nuovo consumabile migliora l’equilibrio tra qualità richiesta, tempo impiegato e costo del lavoro consegnato.
Colori e lavaggi: valutare il capo finito
Roland presenta S‑PG3 come un inchiostro capace di mantenere colori vivaci e durabilità al lavaggio nell’abbinamento con la TY‑300i. Nel comunicato consultato, però, non viene indicato un numero di cicli di lavaggio accompagnato da un protocollo di prova.
Per questo non è corretto trasformare la dichiarazione in una promessa numerica da inserire nei preventivi o nelle schede dei capi.
Per una valutazione commerciale suggeriamo di preparare campioni rappresentativi delle lavorazioni proposte ai clienti e di osservare il risultato sul capo finito. Una prova concordata permette di discutere colore, dettagli e aspetto della personalizzazione su un riferimento concreto.
Quando il cliente ha requisiti specifici, conviene definirli prima della produzione e richiedere la documentazione pertinente. Le caratteristiche di un altro inchiostro o di una generazione precedente non vanno automaticamente attribuite a S‑PG3.
Hai già una TY‑300i? Le informazioni da richiedere
Per chi possiede già la stampante, il passo successivo è confrontarsi con il dealer sulla propria configurazione.
L’annuncio di lancio presenta il prodotto e i suoi benefici, ma non costituisce una procedura tecnica per il passaggio da un inchiostro all’altro. Prima di intervenire sulla macchina, è quindi opportuno chiarire quali indicazioni Roland si applichino alla propria unità.
Le domande utili riguardano la disponibilità dei consumabili, l’eventuale procedura di transizione, le impostazioni da utilizzare e la documentazione aggiornata. Questi elementi vanno verificati con il supporto tecnico, senza presumere che sia sufficiente sostituire una confezione.
Lo stesso vale per chi sta valutando un nuovo acquisto: chiedere quale configurazione verrà fornita permette di confrontare offerte e dimostrazioni sulla stessa base.
Come organizzare una prova utile al tuo laboratorio
Per approfondire l’abbinamento TY‑300i e S‑PG3, suggeriamo di partire da tre file già presenti nella propria produzione: un marchio con colori riconoscibili, una grafica con dettagli piccoli e un’immagine con aree cromatiche più estese.
Prima della prova è utile concordare che cosa osservare. Il confronto può riguardare la resa grafica, la continuità della tiratura oppure i consumi e i tempi rilevabili. Avere un obiettivo preciso evita di ridurre la dimostrazione alla sola osservazione di un campione.
È altrettanto utile portare un riferimento approvato dal cliente, quando disponibile. Il risultato può così essere discusso rispetto a un’esigenza reale, con criteri comprensibili sia al grafico sia a chi gestisce la produzione.
Sono suggerimenti operativi per valutare la soluzione: non sostituiscono le specifiche e le procedure Roland.
Approfondisci il DTF Roland con Idea Collection
La novità S‑PG3 offre uno spunto per rivedere come viene organizzata la produzione DTF: quali lavori assorbono più tempo, dove si concentrano gli scarti e quali risultati chiedono i clienti.
Idea Collection, dealer Roland DG in Calabria con sede a Siderno, è il riferimento da contattare per approfondire la TY‑300i, i consumabili e le esigenze del tuo laboratorio.
Puoi richiedere informazioni sull’assistenza tecnica in Calabria, sui prossimi Open Days e sulla possibilità di concordare una prova macchina, verificando la disponibilità della configurazione di interesse.
Portaci un lavoro che realizzi abitualmente: partire da un file concreto è il modo più utile per confrontare qualità, organizzazione e costi della tua produzione.